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Lupo solitario                               

 

Lupo solitario racconta di un uomo che raggiunta la pensione, può finalmente dedicarsi al mestiere che più gli appartiene: la cura del suo giardino, con i fiori più preziosi che sono i suoi affetti.


Ho costruito il mio castello con il sangue e col sudore,
con le pietre del mio fiume riscaldato dal mio amore.

Poi ci ho messo una regina, le ho donato due diamanti,
risplendevano in vetrina tra lo stupore della gente.
Ma sono stato un dissidente, un lupo solitario,
raccoglievo con dolore i cocci del perdente.

 

E' arrivato il tempo di guardare alle mie spalle,
rivedere i miei errori e offrirli in pasto ai pescecani,
non ascolto più sirene che interrompono il mio viaggio
e continuo il mio percorso con umiltà e un poco di coraggio.

 

E adesso che non ho più nemmeno il mio mestiere
adesso io farò il mio mestiere,
potrò crescere quel fiore che ha colorato il mio giardino,
che porta il mio cognome e profuma di Bambino.
E adesso che non ho più nemmeno il mio mestiere
adesso io farò il mio mestiere,
canterò le mie canzoni nelle strade tra la gente,
e incanterò i serpenti da un uomo trasparente.

 


testo: Carlo Oro
musica
: Lorenzo Ussoli

arrangiamenti: Corporesano