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Sono nato a Nave il 7 maggio 1976, circondato dall'amore e dall'affetto di una famiglia numerosa. La bellezza è entrata in me attraverso la musica dall'età di quattro anni quando scoprii il mangianastri: ascoltavo le audiocassette delle mie sorelle, e quella musica faceva da sottofondo alla nostra vita famigliare.

La svolta  avvenne a 11 anni: rovistando tra i nastri di mio fratello maggiore,  ne trovai uno di Bon Jovi. “Hard rock” fu il termine di paragone che in quegli anni ha scandito la mia voglia di musica e subito il desiderio di voler suonare uno strumento. La batteria fu il primo sogno mai realizzato, mentre la chitarra fu il ripiego. Il vero amore nacque però con il basso, a quindici anni: imparavo ad orecchio canzoni semplici, senza tanto sforzo, introducendomi pan piano alle sonorità più complesse e pesanti dell' “Heavy Metal” e del “Death Metal”. Il mio primo gruppo si chiamava “Iconoclastia”. Con un demo omonimo nel 1994, proponemmo sulla scena musicale bresciana un “Death Metal” in italiano, melodico, tecnico ed eclettico, ispirato a gruppi come Death, Cynic, Pantera e a tutto quello che, a nostro dire, era musica suonata con cuore e cervello. Dal “Death Metal” ci si è diretti verso sonorità più ricercate e tranquille: i sintetizzatori per chitarra hanno dato il via ad una ricerca più che sonora: esistenziale. Dalla musica sono passato a vivere da vicino un'esperienza religiosa, che mi ha impegnato per diversi anni. Alla fine ho ripreso la vita quotidiana con la voglia di investire i miei “talenti” nell'arte. Oggi il tatuaggio è la mia forma di espressione per eccellenza, ma la musica mi accompagna ancora tuttora nel progetto dei Corporesano di cui faccio parte, con entusiasmo, dal 2017 e nelle armoniche voci rinascimentali dei Cantores Silentii.